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La cola etnica è “tarocca”? I contanti non hanno nazionalità!

Posted in città by circospetto on 4 maggio 2010

Lo si nota anche nelle piccole cose: l’Inca Kola si fabbrica dal 1910, scrive Wikipedia, ed è

una bevanda gassata molto popolare in America latina, originaria del Perù. Questa cola, pur non avendo stessa fama delle cola di proprietà delle multinazionali, è abbastanza diffusa nei mercati dell’America meridionale tra le specialità mondiali. Il suo sapore zuccherino è assimilabile a quello di un chewing gum. Il suo colore è giallastro, è confezionata in bottiglie in vetro o in plastica di diverse grandezze, e in lattine dello stesso colore, orlate da un disegno Inca. A partire dal 2005, Inca Kola è venduta nei supermercati statunitensi in bottiglie da due litri, lattine e bottigliette individuali.

“In Italia, a volte è disponibile in alcuni negozi che vendono prodotti alimentari esteri”, aggiunge la voce. Ed è in casi come questo che l’immigrato – se spende – diventa una risorsa per il mercato. Importare una bevanda dall’altro capo del mondo costa. E così, in quei negozi – sempre più diffusi nel centro storico – ne è arrivata una versione che costa meno, quella nella foto che apre il post. Costa meno anche perché, se si va a leggere l’etichetta,  si scopre che è fatta a Calizzano, in provincia di Savona. I colori sono gli stessi, la grafica è simile, ma la K e la C si sono scambiate di posto.

La produce l’Acqua Minerale di Calizzano S.p.A sul cui sito, però, non siamo riusciti a trovare nessun cenno a questa “bebida refrescante” nostrana. (Se ci riuscite voi, mandateci il link!). Per avere un’idea dell’importanza culturale, più forte un tempo, dell’Inca Kola ecco un paio di spot anni Sessanta. Il primo è stato girato, spiega la voce narrante, in un “Machu Picchu di cartone”, il secondo aspira invece alla modernità yé-yé del consumismo.

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