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[Fotogalleria] Berio, De Amicis: “I posti a sedere sono terminati”

Posted in città by circospetto on 19 gennaio 2014

Biblioteca Berio I POSTI A SEDERE SONO TERMINATI

Riceviamo e volentieri pubblichiamo. Dopo il salto, in coda al post, la fotogalleria della Biblioteca De Amicis.

Sono le ore nove del mattino e la Biblioteca Berio è già piena. A occupare nella quasi totalità le sale di lettura sono gli studenti universitari che affollano i tavoli ma anche le poltrone, le panche, che siedono sui davanzali delle finestre, sugli scalini, per terra. Negli anni la Berio ha cercato di regolare il loro afflusso con un sistema di tagliandi, ora addirittura protetti da chip a radiofrequenza. I posti a sedere nelle sale di lettura sono circa 220 ma solo 18 di questi – difesi a fatica dallo staff, non sempre con fortuna – sono riservati a chi desidera consultare i volumi della biblioteca. La nuova sede della Berio, inaugurata nel 1998, è vittima del suo successo, ma non fra i comuni lettori. 

Berio, un corridoio

Gli spazi che l’Università riserva ai suoi studenti sono scomodi, lontani, insufficienti? Per chi frequenta la Berio il risultato della situazione, quali che siano le ragioni di questa “migrazione”, è lo spettacolo di chi arriva – cittadini comuni, molti pensionati – nella sala di lettura al pianterreno, si guarda intorno e se ne va. Ritornerà, oppure il sistema bibliotecario ha perso un futuro utente, o forse ha mancato di fornire un servizio per colpa dell’insufficienza delle strutture universitarie? Se da un lato la novità dell’auto-prestito – ogni utente può gestire da più postazioni, in autonomia, i prestiti e le restituzioni grazie ai chip rFID di cui sono dotati i libri a scaffale aperto – ha reso più semplice la vita degli utenti, la mancata difesa di questi dall’“assalto” universitario si fa sentire.

Berio, ZzZzZzZz

L’insufficienza degli spazi è ancora più evidente la domenica, quando l’unica struttura aperta è la biblioteca dei ragazzi “De Amicis” al Porto Antico. Come alla Berio, anche qui gli studenti universitari “invadono” i tavoli ma anche gli angoli di lettura a misura di bambino, gli spazi gioco non accessibili al pubblico, le postazioni del catalogo, le panchine, i vani delle finestre, persino i lavandini dei laboratori. Lo staff della biblioteca, ridotto per via della festività, è costretto a continue ronde dei vasti ambienti per fare in modo che almeno lo “spazio morbido” dei più piccoli, con moquette e cuscini, non sia invaso dagli atlanti di medicina e dal codice penale, rallentando il prestito e la consulenza a bambini e famiglie.

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