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Che ci azzeccano le mutande col finanziamento pubblico dei partiti?

Posted in notizie by circospetto on 23 gennaio 2013

Mutande Pazze, the movie.jpg

(La risposta è dopo il salto.) Regione Liguria, sotto esame le spese “sospette” dell’Italia dei Valori.  

I soldi del finanziamento pubblico utilizzati per comprare mutandine da donna, giocattoli, cibo per cani, vino francese, cravatte e vestiti. E un conto da cui sono usciti 130mila euro, evaporati senza una chiara giustificazione. Sono questi gli elementi che ieri hanno portato gli uomini della Finanza a perquisire uffici regionali e abitazioni private dei principali esponenti liguri dell’Italia dei Valori, alcuni dei quali passati nel frattempo ad altri partiti.

Marco Grasso e Matteo Indice, Il Secolo XIX

Nella top list figura quindi l’oggetto-simbolo: un paio di mutandine femminili, il cui pagamento – l’indiscrezione è confermata da solide fonti investigative – è avvenuto con il denaro (pubblico, of course) del partito. Cifra bassa, ma difficile non farne una sorta d’icona. Chi le ha comprate? A chi erano destinate? Viene fin troppo facile parafrasare un must di colui che Italia dei Valori ha creato dal nulla, ovvero l’ex pm Antonio Di Pietro: che c’azzecca,un delicato e seducente capo di lingerie? La domanda devono essersela proposta qualche altra volta, i militari.

Marco Grasso e Matteo Indice, ShippingOnLine

[aggiornamento 24/1]

Nel bel mezzo della bufera per l’inchiesta avviata dalla Procura di Genova sulle spese dei gruppi consiliari della Regione Liguria, gli stessi consiglieri si difendono. «Non abbiamo speso soldi né per gioielli né per mutande», ha detto Nino Miceli, capogruppo del Pd in Regione.

Il Secolo XIX

[aggiornamento 25/1]

Occorre stare attenti e non buttare il bambino con l’acqua sporca. Soprattutto è sbagliatissimo criminalizzare solo il gruppo Pdl. Da un lato, perchè è risibile prendersela con un solo partito quando i comportamenti sono generalizzati. Dall’altro perchè è vero che le mutande e le terme regalano titoli sui giornali, ma è anche vero che è più facile ironizzare sulle «cene romantiche» da 40 euro a persona (peraltro battezzate dal nome del ristorante), piuttosto che scavare sugli intrecci fra gli ex Ds e il Monte dei Paschi di Siena e relativi derivati.

Maurizio Lussana, il Giornale

Indiscrezioni sul mistero sulle mutandine sembrano portare a Maruska Piredda. Ma tra il profluvio di dichiarazioni, distinguo e annunci, gli ex dipietristi su questo punto non confermano e non smentiscono (a parte la stessa Piredda, che ha negato categoricamente la proprietà dell’indumento).

Il Secolo XIX

Il consigliere [comunale] può presentare richiesta se l’incontro conviviale aveva come finalità la «promozione dell’ente». Ma per l’appunto ci deve essere un mandato preciso e una giustificazione chiara. Champagne, cravatte, viaggi, mutandine, terme? Neppure per scherzo.

il Giornale

Dopo le mutandine e il cibo per gatti è il turno di cene, gioielli e anche ingressi alle terme. Tutto giustificato come “spesa istituzionale”, magari per incontri politici. “Ho sempre chiesto massima trasparenza, e regole più chiare. Però fino all’anno scorso se uno giustificava una spesa come istituzionale gli veniva rimborsata. Poi è chiaro che ne deve rispondere, se scoprirò illeciti sarò il primo a denunciarli”, dice Matteo Rosso.

Primocanale

E proprio dopo il blitz del 5 dicembre, qualcosa inizia a emergere. In particolare, anche alla luce delle notizie trapelate dagli uffici giudiziari, emerge che far pagare alla Regione (cioè ai cittadini) il cibo per gatti, le mutandine, le ricevute della Spa o degli stabilimenti balneari, i vini francesi, le macchinine o i bottoni era un’abitudine diffusa. Trasversale. Bipartisan. Così fan tutti, o quasi.

Diego Pistacchi, il Giornale

[aggiornamento 26/1]

L’ affaire mutandine (icona della vicenda da quando s’è scoperto che l’attuale capogruppo Idv Maruska Piredda ha accollato alla collettività slip e push-up) ha registrato nelle ultime ore due outing definitivi: ieri Luigi Morgillo, Pdl, che del consiglio regionale è vicepresidente, ha ammesso d’aver inserito lui nella lista dei rimborsi 310 euro pagati il 6 giugno 2010 al “Grand Hotel Nuove Terme” di Acqui: «Pronto a dimettermi da vicepresidente – dice – se saranno riconosciute inadempienze». Più o meno nelle stesse ore Nicolò Scialfa, numero due della giunta di centrosinistra guidata da Claudio Burlando, ex Idv oggi passato a “Diritti e libertà”, ha definitivamente confidato d’essere il titolare di tutti gli esborsi per vino (compresi 4.000 euro di pregiati prodotti francesi), cravatte e d’un paio di viaggi in Sicilia, regione di cui è originario e dove non nega d’essere andato a trovare la famiglia: «Ma quei voli – ha confidato più volte nelle ultime ore – sono stati sempre abbinati a impegni istituzionali».

Matteo Indice, Il Secolo XIX

Quale convegno ligure-lombardo ha imposto una sosta dal parrucchiere Madica di Pantigliate, in provincia di Milano? E come si inquadra l’acquisto non solo delle famose mutandine, ma anche di un reggiseno e di un paio di knit pant all’ultima moda? Avete presente di che si parla? Pensate davvero che possano essere un regalo di rappresentanza?

Alessandro Cassinis, Il Secolo XIX

[aggiornamento 27/1]

Resta da vedere a chi si debbano effettivamente attribuire quegli 82,66 euro di acquisti di biancheria intima femminile, compreso un reggiseno push-up e cinque slip, circa quattromila euro in alimentari, qualche centinaio in profumeria e un conto da un’ottantina di euro in lavanderia per cuscini, federe, lenzuola, accappatoio, piumone e cuscini.

Andrea Morigi, Libero

[aggiornamento 28/1]

Scontrini nominativi da presentare entro un mese, da sottoporre al controllo di un funzionario regionale, e solo dopo il visto di legittimità arriverà il rimborso: è questo il meccanismo che verrà adottato dal consiglio regionale per evitare che nelle spese dei gruppi ci finiscano anche le mutande o i soggiorni alle terme. Lo annuncia il presidente del consiglio regionale Rosario Monteleone, che già nei prossimi giorni presenterà questa proposta al consiglio.

Nadia Campini, La Repubblica

[aggiornamento 29/1]

Quanto pesano le mutandine? Tre punti e mezzo percentuali, che escono dai partiti tradizionali e finiscono dritti nella rete di Beppe Grillo. Per chi studia i flussi elettorali la settimana scorsa è stata “da manuale”: mentre a livello nazionale ci sono spostamenti minimi, mezzo punto al massimo da un partito all’altro, sul piano ligure – sconvolto dalla vicenda dei rimborsi pubblici per spese private di ogni tipo – si assiste ad un boom del Movimento Cinquestelle che incassa, senza muovere peraltro un dito, ben il 3,5 per cento in più.

Raffaele Niri, la Repubblica

[aggiornamento 30/1]

“Sarà sfuggito qualche scontrino”: parola del presidente del Consiglio regionale, che minimizza la vicenda delle spese pazze. Qualche scontrino sfuggito, e pazienza se si trattava di terme, mutande o cibo per gatti. Rosario Monteleone minimizza la vicenda delle spese pazze e promette chiarimenti sul vecchio regolamento. “Divani e frigoriferi? Dotazioni dei gruppi”, spiega.

Primocanale

[aggiornamento 30/1]

In una pausa del consiglio regionale, ieri mattina, il capogruppo delle “liste civiche per Biasotti”, Aldo Siri, fa outing sui panettoni: “che ho comprato in un ipermercato e che ogni anno regalo alle parrocchie del centro storico. Mi contesteranno questa spesa e me ne dovrò vergognare? Io i miei valori non li cambio. Dico solo che qui si è innestato un meccanismo incredibile: non abbiamo la rogna, non può essere che i miei figli debbano vergognarsi a dire che il padre fa il consigliere regionale”. Per lui non si tratta di mutande, né di parei da spiaggia, né conti in gioielleria o in pelletterie di lusso. Però, obiettano in molti, la beneficenza può farla con i suoi soldi.

Ava Zunino, la Repubblica

[aggiornamento 31/1]

Nicolò Scialfa, consigliere regionale e vicepresidente della Regione (ex Idv, ora a Diritti e Libertà), ha lasciato poco dopo le 14 la carica di vicepresidente della giunta Burlando.

Al.Cost., Il Secolo XIX

Video di Davide Pambianchi

[aggiornamento 1/2]

Claudio Montaldo, assessore alla sanità da otto anni, Pd che ha alle spalle una lunga esperienza amministrativa, da alcuni minuti è seduto sulla poltrona di vice presidente della Regione. […] “Se dopo il gossip delle mutande avessimo aggiunto il gossip sul toto giunta, avremmo innescato una spirale senza fine: dobbiamo concentrarci sulle cose da fare per la Liguria nei prossimi due anni e due mesi”: è così che il presidente della Regione, Claudio Burlando ha appena spiegato la sua decisione di decidere da solo

Ava Zunino, la Repubblica

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