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Colorado! Fabrizio Casalino: Belen, lo sketch, la polemica e Facebook

Posted in notizie by circospetto on 21 novembre 2012

«Non posso ignorare il vespaio di polemiche e il risentimento che il mio pezzo su Belen ha innescato, ed è giusto che mi faccia vivo per sgombrare il campo da alcuni equivoci e dare la mia versione dei fatti», scrive Fabrizio Casalino in una nota su Facebook.

«Ho ricevuto molti messaggi di persone educate ed arrabbiate, ma anche insulti e minacce. A tutti coloro che si sono incazzati chiedo scusa, quale che sia il loro orientamento sessuale, per il semplice fatto che faccio il comico da molto tempo e ciò che ho sempre cercato di ispirare è il sorriso, nei momenti più fortunati il sorriso e magari una riflessione: tutte cose positive. E’ questo ciò che amo del mio “lavoro”; per cui aver ispirato tanta negatività mi rincresce in sé e me ne scuso.» 

Venendo invece al merito della questione, mi si accusa di essere omofobo perché in un monologo su Belen la descrivo come “circondata da una nuvola di ricchioni”.  Prima di tutto devo chiarire due cose sul pezzo:

Il monologo mi sembrava piuttosto forte: poteva infastidire Belen, alla quale riserva un paio di bordate piuttosto violente, il suo fidanzato che viene anche lui messo in ridicolo, e il suo staff, che avrebbe tutto il diritto di risentirsi per via della nuvola e dei discorsi sulla Streisand e i monopattini rosa.

Ho fatto leggere il pezzo a Belen, che essendo ragazza di spirito l’ha presa in ridere, e ha subito detto che secondo lei andava fatto. Ovviamente lo abbiamo fatto leggere al suo entourage: i ragazzi -anche loro dotati di un buon senso dell’umorismo – ne hanno riso, abbiamo scherzato sui monopattini, e il pezzo s’è fatto. Ci tengo a precisare che ho molto apprezzato la loro autoironia, e che se avessero ritenuto offensiva la parte sui gay, il pezzo non lo avrei fatto.

Detto questo, dopo la messa in onda, mi vedo lapidato perché omofobo. E ricevo messaggi di questo tenore:

[GRANDISSIMO PEZZO DI MERDA NAZISTA! SEI PURE UN CESSO OLTRE A NON FAR RIDERE. QUANTO LE PAGHI LE PUTTANE ….. …… PER SFOGARTI E DIVERTIRTI UN PO? PEZZO DI MERDA SPERO DI NON INCONTRARTI MAI IN GIRO PER MILANO …. ECCO COSA TI ASPETTA COGLIONE TI SEI SCAVATO LA FOSSA DA SOLO]

L’omofobia, scrive il dizionario, è ‘Avversione ossessiva per gli omosessuali e l’omosessualità’. Wikipedia approfondisce: in una delle diverse accezioni del termine ‘vengono considerate manifestazioni di omofobia anche tutte le convinzioni personali e sociali contrarie all’omosessualità come ad esempio: la convinzione che l’omosessualità sia patologica, immorale, contronatura, socialmente pericolosa, invalidante; la non condivisione dei comportamenti omosessuali e delle rivendicazioni sociali e giuridiche delle persone omosessuali.’

Nessuna di queste definizioni mi appartiene. Perché non ho nulla contro i gay, non considero l’omosessualità né patologica né invalidante. Ritengo che sia un orientamento sessuale, un gusto. A uno piace la cioccolata, a un altro piace la menta. La vedo così. Sono un sostenitore dei gay e dei loro diritti –attualmente in questo paese negati- vorrei che, come gli etero, potessero fare ciò che gli pare compreso sposarsi e adottare bambini. Per cui potete immaginare quanto mi amareggi sentirmi dire “omofobo” o addirittura “nazista” quando nel mio sentire io sono in tutto e per tutto dalla loro parte.

La comicità usa lo strumento della caricatura e del grottesco dalla notte dei tempi e gli esempi sono infiniti. Uno spettacolo comico non è certo il luogo in cui compiere un’analisi seriosa dei temi della società, né lo sketch pretende di avere profondità sociologica: è solo un momento in cui ci si prende gioco, volta per volta, di una delle tante assurdità della nostra vita, esagerandola proprio per metterla in luce. Un comportamento umano, portato all’eccesso con lo scopo di ‘suscitare il riso’. Un po’ come quello che – per parlare dei picchi della comicità internazionale – che Matt Lucas ha fatto in ‘Little Britain’ con Daffyd, ‘the only gay in the village’, attirandosi anche nel suo caso una buona dose di critiche.

Ora, se ho un preconcetto sui gay è questo: ho sempre creduto che i gay sono l’eccellenza dell’umanità. La storia del talento, e dell’arte, la letteratura e la ricerca umana della bellezza sino ad oggi mi danno ragione volendo. Vedete, questo -pur positivo- è un preconcetto. Ma è un preconcetto che mi concedo.

Fatto sta che arbitrariamente ho ritenuto che avessero tutti il senso dell’umorismo. Così se posso capire che si incazzino i tromboni moralisti cattolici quando si parla di certe cose che possono urtare la loro suscettibilità, al contrario mi amareggia constatare che parecchi gay si sentano offesi da uno sketch che prende in giro, esagerandoli, certi comportamenti, come ho fatto con i pensionati, i quarantenni come me, i cantautori e altri.

La trovo una cosa da moralisti che mal si adatta all’apertura mentale che, a causa dei miei preconcetti positivi, immaginavo li caratterizzasse.

[I ricchioni hanno 1 potere enorme: coalizzarsi x rovinare 1 coglione!]
[Mi auguro lei non abbia figli, per il loro bene.]

Ho un figlio. E’ piccolo e non so se sarà etero o gay, spero sarà felice e basta. Io, dal negozio di ortofrutta che avrò aperto dopo essere stato rovinato, farò del mio meglio per insegnargli che tutti sono uguali, e che è bello quando tutti si può scherzare.

Ecco. Quello che avevo da dire l’ho detto.

Fabrizio

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Una Risposta

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  1. Anonimo said, on 22 novembre 2012 at 03:44

    Belle parole! Premetto di non aver mai visto Colorado se non in qualche stralcio a casa di amici. L’ho sempre definito un programma scadente. Ovviamente è una mia opinione, anche sentendo raccontare le battute da miei amici, non sono mai riuscito a ridere. Sarò apatico? Forse, chi lo sa. Fatto sta che questa è stata l’ennesima dimostrazione di quanto programma voli rasente al suolo. Vede, signor Casalino, lei da bravo comico (questo è il suo mestiere e non le auguro di fare il fruttivendolo, con tutto il rispetto per la categoria) dovrebbe saper interpretare i segnali che provengono dalla società. Dovrebbe capire quando è il momento o no per dire determinate cose. Capisco che siamo in un paese dove la libertà d’informazione va a braccetto con quella dei paesi medio orientali, e comprendo che lei stesse rendendo un servizio ad una delle reti televisive tra le più corrotte che ci siano, però in questi momenti di ESTREMA instabilità (e parlo in prima persona plurale essendo anch’io un “ricchione”), dove la macchina del fango nei confronti della comunità LGBT è in funzione più che mai a causa di pensieri estremisti e medioevali, vedo alquanto inopportune le sue battute (approvate o non approvate dai membri dello staff di Colorado, d’altronde non è detto che siano gay). Ora signor Casalino, vorrei farla ragionare su una questione, per farle capire la gravità del suo turpiloquio. Pensi se rivolgesse con altrettanta enfasi le sue battute a quei poveri disgraziati che gridano sotto le finestre dei ministeri e che in cambio ricevono soltanto lacrimogeni in faccia, pensi a cosa le succederebbe. Temo che la sua sorte sia ben peggiore di aprire un modesto negozio di ortofrutta. Deve capire, signor Casalino, che la comunità LGBT sta lottando OGNI SINGOLO giorno contro i pregiudizi falsi che ci disegnano addosso. Lottiamo ogni minuto, alla stregua di qualunque altro individuo che lotti per un diritto inalienabile. Questo è il motivo per cui il suo excursus era ed è completamente fuori luogo, malgrado le sue scuse. Infatti come ho già detto, rimangono soltanto delle belle parole!

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