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Alluvione: l’opinione (“personale”) di un volontario della Protezione Civile

Posted in città by circospetto on 5 novembre 2011

Chiudiamo due giorni molto intensi e penosi per tutti con una nota, ripubblicata da Facebook col permesso dell’autore, Marco Pelizza, volontario della Protezione civile e reduce dalle Cinque Terre. Un’opinione personale – e informata, a nostro parere, e ricca di raro buonsenso – su alcuni degli aspetti che, a freddo, ci devono far riflettere su ciò che è accaduto ieri.

Sto sentendo molte cose, sia su FB che in televisione ed alcune mi hanno lasciato la voglia di condividere con voi la mia personale opinione.

Facciamo un pò di cronistoria: quando c’è stato l’alluvione nello spezzino, ho raggiunto quei luoghi – in quanto volontario di Protezione Civile – già il mattino dopo, mercoledì 26. Credo il giorno seguente, giovedì, qualche alluvionato mi ha chiesto – spaventato – se era vero che era prevista una nuova, forte perturbazione dal mercoledì successivo. Avendo paura che fosse un passaparola senza fondamento, mi sono informato a livello ufficiale e ne ho avuto purtroppo la conferma. 

A casa, mi tenevo informato consultando il sito dell’Agenzia Regionale Protezione Ambiente Liguria (www.arpal.gov.it), l’ente che emette le previsioni metereologiche UFFICIALI e che, nel caso, emette gli allerta e li comunica alla Regione. La Regione, ricevuti gli allerta, li comunica alle province ed ai comuni interessati e questi devono prendere i provvedimenti programmati. Questa trafila è garantita dal fatto che chi trascurasse l’allerta, in caso di problemi, sarebbe accusato di “omissione di atti d’ufficio”.

Un paio di anni fa, ci fu una elevata allerta neve e ghiaccio a Genova: tutta la notte gli spargineve in giro, gli autobus che partivano dalle rimesse già con le catene montate… Caddero (forse!) DUE centimetri di neve e la temperatura non scese mai sotto i 6°C; quindi le misure furono inutili, ma se – invece – ci fossero stati gli eventi previsti e NON si fosse agito come si è fatto, ve la immaginate la cagnara??

Tornando all’alluvione: ARPAL ha comunicato che la… tempesta (chiamiamola così: prevista forte pioggia, temporali, bufera di vento e mareggiata!) sarebbe arrivata giovedi, poi tra venerdi e sabato… In città, i pannelli a messaggio variabile comunicavano l’allerta 2 (la più grave!) ed anche i media riportavano l’allarme.

Giovedì, Francesco Scidone (assessore al traffico, alla Polizia Municipale ed alla Protezione Civile) ha comunicato in un’intervista [anche, NdR]  radiofonica le misure adottate: chiusura delle passeggiate di Voltri e Nervi, chiusura degli accessi al porticciolo di Nervi, chiusura dei negozi nella parte di Sestri alluvionata l’anno scorso, divieto di occupare aule ai piani strada delle scuole… l’intervistatore ha chiesto se non era il caso di chiudere le scuole, e lui ha commentato che gli studenti sarebbero stati al sicuro, al caldo, accuditi e nutriti… anche se potrebbero restare a scuola più tempo di quanto preventivato…

Del resto, l’evento ipotizzato era serio per TUTTA la regione, ma non è assolutamente prevedere DOVE saewbbe successo ed in quali dimensioni; per fare un esempio, immaginate una trincea lunga un chilometro piena di fantaccini,sottoposta ad un bombardamento di artiglieria: TUTTI rischiano, ma nessuno può sapere se la granata arriverà PROPRIO LI’, dov’è lui…

Poi, la ‘bomba’ è caduta su Quezzi, il Biscione (dove abito io) e sul monte Ratti: quindi si sono ingrossati ( relativamente poco) i rivi della sponda sinistra del medio corso del Bisagno, ma molto il bacino del Fereggiano e dello Sturla, che sono separati dal crinale lungo il quale sorgono i forti Richelieu e Santa Tecla. A quel punto, la Natura si è ripresa gli spazi che gli umani, con la loro presunzione, avevano ‘furbamente’ pensato di strappargli.

Ad aggravare le cose, l’ora di uscita delle scuole e le telefonate di parecchie, improvvide maestre che – per motivi che non voglio esplorare! – hanno telefonato ai genitori dicendogli di andarsi a riprendere i figli. Se le scuole fossero restate chiuse, gli studenti sarebbero restati ‘a casa’, cioè magari in giro, aumentando i rischi e creando problemi alle famiglie dove entrambi i genitori lavorano. L’alternativa era dichiarare il coprifuoco: nessuno per strada, scuole vuote, negozi sprangati… e se poi non succedeva nulla? O se, magari, anziché al centro levante succedeva solo a ponente? Vi immaginate la cagnara? Concludendo, diciamo che, a mio avviso, il Comune si è mosso in modo accettabile.

Le cause storiche, secondo me, sono altre: oltre allo sfruttamento delle bacini dei rivi, la manutenzione strozzata dai tagli di bilancio, la – relativa – poca diffusione delle norme di prevenzione: gli opuscoletti del Comune, mesi nelle cassette delle lettere, sono spesso finiti nella spazzatura senza neanche essere stati guardati, perchè noi italiani abbiamo la presunzione di sapere tutto e di essere furrrrrbi…

La cosa giusta sarebbe fare ESERCITAZIONI, ma ve li vedete i nostri concittadini rinunciare ad un’ora di lavoro, di scuola, di faccende domestiche, di jogging, di palestra, di shopping, di bar, di internet, di passeggiate (con cane o senza), di….

P.S: Se siete interessati al volontariato della Protezione Civile, potreste curiosare nel sito nella ‘mia’ associazione e magari diventare uno dei ‘nostri’ su www.associvile.it.

Marco Pelizza

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3 Risposte

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  1. madpack said, on 5 novembre 2011 at 23:11

    Pienamente d’accordo con quanto detto, mi permetto solo di segnalare che l’allerta 2 non è neanche la massima (che è la 3), il ché aumenta a mio parere il valore di quanto espresso nell’articolo. Buonasera.

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  2. Myriam (@catobleppa) said, on 6 novembre 2011 at 12:49

    Mi sembra un punto di vista interessante, concordo pienamente sulla necessità di esercitazioni e coprifuoco. Cavolo a New York pochi mesi fa si fermò una metropoli per un allarme che fortunatamente si rivelò poi infondato. E a Genova non si può fare? Bisogna cambiare mentalità, ci vuole prevenzione, informazione, senso civico. Ah, dimenticavo che siamo in Italia.

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  3. Luigi Sessarego said, on 6 novembre 2011 at 23:52

    Ma cosa state dicendo! Marta Vincenci pensava di aver dato il massimo allarme, quando questo è 3 e non 2 …. e questo già basta per mandare tutti a casa (senza stipendio ne pensione) ma tutti dico anche quelli dell’arpal e della protezione civile che nulla fanno, ma nulla se non quello che, DOPO dare un pò di aiuto a spalare fango e rottamare vetture!
    E’ giunta l’ora di finirla con buonismo e fatalità! Mi dite perchè delle maestre vedendo la prima acqua arrivare, per esempio in piazza Martinez, SI SIANO PERMESSE di telefonare ai gnitori per far prendere i loro bambini? A che cazzo serve! Avrebbero mai potuto raggiungere telefonicamente tutti i genitori? Avrebbero tutti i genitori potuto raggiungere le scuole? Avrebbero potuto tutti rientrare a casa loro? Ma allora tutti a casa anche loro ed il loro provveditore! Le scuole sono sicure per tenere i bambini dentro dal primo piano in su senza che nulle potesse succedere!
    Sempre sulle scuole non è tanto la chiusura o meno delle stesse che centra, quanto i meccanismi di emergenza! Se al mattino la situazione era ancora sotto controllo sii poteva andare a scuola, ma MAI E POI MAI si sarebbe dovuto uscire a metà giornata.
    E’ ORA DI FINIRLA, SIAMO IN MANO A GENTE CHE NON HA IL MINIMO DI CRITERIO IN TESTA!

    luigi

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