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Lo sguardo del(la) turista: l’ostello, ospedale o prigione?

Posted in lo sguardo del turista, vita digitale by circospetto on 19 dicembre 2008

hostel, hospital or prison?

lainebee, trip routeLaineebee, partita da Reading, nel Berkshire, sta facendo “il viaggio di una vita” in giro per l’Europa, segnando le tappe su GoogleMaps e pubblicando un diario quotidiano su Travelpod.com. Viaggia in auto, alternando le statali con l’autostrada, facendosi mandare a quel paese quando imbocca i sensi unici contromano (e deve aspettare che faccia buio e il traffico si calmi per la retromarcia) e indendendosi a gesti quando la stradale le controlla la patente.

Passa in città in un giorno di pioggia, in arrivo dalla Francia, e il primo impatto all’ostello con l’ospitalità in economia non è entusiasmante: “The hostel is right out of the way at the top of a hill, a very steep one, there is no operational laundry, no food prep area, so far no lights in the room, it’s freezing”. Dopo una notte al freddo, anche il risveglio non è dei migliori:

After a cold night I woke up to a very rainy morning and had a stale bread and jam breakfast. I’m really not liking this hostel at all. It is a mixture of prison and hospital, it is very institutional, hard and cold, there are no comfortable seats in the common room area, if you watch TV you are seated on rows of hard chairs. The lights in the rooms come on automatically at 5.30pm and then automatically go off at 11.30pm at which point the bedside lights become available about half an hour later. It just isn’t very civilised.

In effetti, anche se si tratta di una sistemazione economica, essere svegliati dalla luce che s’accende alle alle cinque e mezza del mattino non è il massimo dell’accoglienza.

Il resto del post è dedicato alla visita della città, secondo un itinerario consigliato all’ostello, che ci può dare un’idea di come vede Genova il turista, per così dire, “casuale”. La casa di Colombo, l’Acquario, il Porto Antico e il divertito (e divertente) sconcerto di fronte alla scultura (in realtà un elemento scenico del Teatro della Tosse, ciò che resta di uno spettacolo estivo alla diga foranea) di Luzzati. E la domanda: l’ostello, ospedale o prigione? A giudicare dalla foto che pubblica, non esattamente calda e accogliente, è una dmanda che resta in sospeso.

Una Risposta

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  1. Carlo said, on 22 dicembre 2008 at 10:03

    Veramente 5.30pm sono le 17.30, del pomeriggio, non del mattino…
    In ogni modo confermo che l’ostello genovese è molto mal gestito e molto “istituzionale”, verissimo. Una volta erano tutti così gli ostelli, poi si sono evoluti o più che altro sono nati un sacco di ostelli non ufficiali più piccoli ed accoglienti di questi. A Genova però ancora mancano, io credo che un ostello in centro storico potrebbe avere un ottimo successo.

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