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Porto Antico, spremiamolo fino all’ultimo cent

Posted in città by circospetto on 16 agosto 2008

Nel campetto del Mandraccio, l’unico posto in zona dove si può poteva giocare a pallone, è stato installato un trampolino (probabilmente temporaneo). A pagamento, ovvio, come gli altri giochi per bambini. Un altro passo avanti nel percorso di privatizzazione di un’area dello Stato, ristrutturata coi soldi dello Stato per le famose Colombiane del ’92.

La chiatta dell’IRI, già ancorata al molo dell’Acquario e ora dietro al Bigo, è del Banano Tsunami (a pagamento); le gradinate dei Magazzini del Cotone ora fanno parte della Rosa dei Venti (a pagamento); l’ascensore della palazzina del Millo (che dall’inaugurazione era diventato il “Bigo dei poveri”, visto che permetteva un’emozione simile ma gratis) è riservato all’accesso dei locali della terrazza (a pagamento). Ah, e sdraiarsi sul ponte della Nave Italia è proibito.

“Questi non sono bagni comunali”, spiega la gentile signora appostata all’ingresso dei bagni (già pubblici) della Palazzina del Mandraccio, “sono in concessione alla nostra Polisportiva e noi li teniamo aperti qualche ora per i bambini che vengono a giocare qui fuori. Ma se fa in fretta..”

Capiamo che i costi di gestione possono essere alti, ma non si sta esagerando? Torniamo a leggere quello che l’Area Porto Antico dice di sé:

A Porto Antico di Genova S.p.A. è stata affidata nel 1995 dal Comune di Genova la concessione fino al 2050 dei 130.000 mq di spazi dell’area del Porto Antico, di cui 71.000 mq di superficie coperta e 59.000 mq all’aperto.

La società partecipata al 51% dal Comune di Genova, al 39% dalla Camera di Commercio e al 10% dall’Autorità Portuale di Genova – ha l’obiettivo di restituire l’area dell’antico porto alla città rendendola vivibile e godibile tutto l’anno.
Tutto ciò attraverso la realizzazione di iniziative culturali, lo sviluppo dell’attività congressuale e la costruzione di strutture di interesse generale per creare un polo di attrazione turistica nazionale e internazionale.

Nel corso degli ultimi anni, questi obiettivi sono stati perseguiti attraverso una politica di riempimento e di occupazione degli spazi graduale e ponderata, all’insegna della qualità e della coerenza delle concessioni.

Quali altri spazi (pubblici) possono ancora essere “gradualmente” occupati? E dei bagni davvero pubblici non possono essere considerati “strutture di interesse generale”? Su, un po’ di pazienza, che fra 42 anni scade la concessione!

Una Risposta

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  1. Manuela said, on 25 agosto 2008 at 14:58

    Parlando con il gestore mi ha detto che i tappeti elastici saranno lì almeno fino a fine anno.
    Io credo che quel campetto abbia però dei problemi di sicurezza, infatti i pali di ghisa che sostengono le recinzioni sono praticamente dentro il campo, probabilmente non c’erano gli estremi per far giocare i bambini in sicurezza…

    A me invece mi da molto molto più fastidio che Porta Siberia con lo splendido museo di Luzzati sia un parcheggio. Pavimentazione in arenaria per le automobili, se non è uno spreco questo!!!

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