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Notte dei Musei 2 la vendetta, stasera al polo museale di Pegli

Posted in eventi by circospetto on 24 maggio 2008

Ludus Duodecim Scripta

Dopo la serata di sabato scorso in Strada Nuova e negli altri musei del centro, oggi la Notte dei Musei (un evento europeo, ideato dal Ministère de la Culture francese) si festeggia a Pegli, al Museo navale e al Museo d’archeologia ligure. Scrive GenovaPress (che ha posti, orari e programmi):

Sabato 24 maggio dalle ore 18.00 infatti i genovesi potranno passare una serata davvero speciale grazie anche al potenziamento delle corse Navebus con il Porto Antico che l’Amt ha previsto per consentire a tutti di raggiungere velocemente e agevolmente il centro del ponente.

Fra le attrazioni del museo archeologico (“le sepolture paleolitiche dalla grotta della Arene Candide, i ricchissimi corredi della necropoli preromana di Genova; gli scavi delle città della Liguria romana; la collezione di antichità greche e romane del Principe Odone di Savoia; due sale dedicate alla collezione egizia e ai marmi romani”) le riproduzioni di giochi (con cui si gioca dalle 21 alle 23.30) d’epoca egizia e romana, ricostruiti con gli stessi materiali (legno, marmo, vetro) partendo dai reperti di scavo. Uno di questi è l’antenato del backgammon:

Ludus Duodecim Scripta – I tavolieri da gioco di marmo per il “Gioco dei dodici segni”, il punteggio più alto che si può raggiungere con due dadi, sono stati ricostruiti facendo riferimento ai reperti antichi, a volte rinvenuti durante scavi veri e propri e a volte per caso, quando la lastra di marmo è stata riutilizzata per altri scopi. Tavolieri graffiti spesso rozzamente, con scritte che invitavano il giocatore inesperto (chiamato in alcuni casi “IDIOTA” senza mezzi termini) a togliersi di mezzo, o che facevano riferimento ai polli da spennare, arrivati sino a noi spesso perché riutilizzati per chiudere una sepoltura in una catacomba o come chiusini di fogne dell’epoca. Giochi per i quali, va ricordato, spesso si scatenavano, come provano ad esempio alcuni affreschi di Pompei, risse nelle taverne della Roma antica.

Una scritta graffita sul marmo di un tavoliere, piuttosto nota, recita: “VENARI LAVARI LVDERE RIDERE OCCEST VIVERE”. Andare a caccia, alle terme, giocare, ridere: questo è vivere.
Per evitare che qualcuno barasse, in certi casi si utilizzava una turricula (di cui a Pegli è stato ricostruito un prototipo, a partire da un esemplare rinvenuto durante scavi in Germania), una piccola torre in cui si lasciavano cadere i dadi: questi rimbalzavano contro le pareti e uscivano rotolando sul piano del gioco senza che qualcuno potesse, nella penombra della taverna o dell’accampamento della legione, modificarne il punteggio.

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