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Diamo il Porto Antico per scontato, ma chi si ricorda il Cono di Portman?

Posted in città, senza categoria by circospetto on 16 aprile 2008

Ve lo immaginate nel bel mezzo del porto antico?Il Cono e l\'isola di Portman

Immagini da SkyscraperCity.com

C’è qualcuno che chiama “Renzopianolandia” da zona che fu, nel ’92, l’area dell’Expo. Ma prima di lamentarsi, questo qualcuno dovrebbe guardare quello che abbiamo rischiato di ritrovarci nello specchio d’acqua del porto (ora Porto Antico): il Cono di Portman! Un’idea che fece parlare di sé; dalla scheda dell’incontro:

Il “cono di Portman” tenne banco sulla stampa, dal 12 ottobre 1988 fin oltre la data dell’espressione del parere urbanistico del Comune (metà marzo 1989), giungendo con strascichi e riprese fino a tutto aprile (in sei mesi sono stati contati 80 articoli sui due principali giornali genovesi e più di cento, contando anche gli altri giornali).

Un progetto avanzato, a fine anni Ottanta, prima che la città si rendesse conto di cosa si trovasse oltre la cancellata grigia che separava il porto dal centro storico: lo choc della proposta e il parere contrario del Comune che lo bloccò furono, infatti, una sorta di iniziale “presa di coscienza” del valore e delle potenzialità di un’area dimenticata dai traffici prima e dalla città poi. E oggi, pur tra le polemiche per la sua progressiva “privatizzazione”, si può certo dire che queste potenzialità siano venute alla luce.

Si parlerà (anche) di questo progetto per un “grattacielo alto quanto il Righi”, con isola al centro del porto, oggi pomeriggio alle 16.30 alla Facoltà di Architettura (Sala Benvenuto), durante la conferenza Il Cono di Portman e le vicende del Waterfront storico dal dopoguerra all’Expo 92 dell’architetto Mario Tasso, già direttore dell’Ufficio Estetica Urbana del Comune. Ecco come Tasso ricorda la presentazione del Cono alla città:

La successiva illustrazione del progetto seguì una regìa spettacolare. “Buio in sala!” si sentì gridare… Nell’oscurità iniziarono a risuonare le note trionfali di un concerto di Vivaldi mentre spot luminosi facevano improvvisamente apparire i risplendenti plastici bianchi del progetto. Ci fu un’ovazione generale e non nascondo di aver provato anch’io una certa emozione. Sembrava di assistere ad una scena di “2001 space’s Odissey”, il famoso film di Kubrik, adattata con la musica di un italiano all’occasione tutta italiana (Vivaldi anziché l’austriaco Richard Strass) … Un emozionato John Portman iniziò a parlare, via via rinfrancandosi ed entusiasmandosi, proiettando su uno schermo le smaglianti immagini dei disegni e dei plastici, ripresi da più angolazioni e nei dettagli.

Il Cono di Portman - plasticoVista dalla Sopraelevata, senza e con il Cono di Portman

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Una Risposta

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  1. gippo said, on 12 maggio 2008 at 15:59

    il cono è orripilante!!!

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