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La sorpresa del sabato sera: ritratti di comici defunti sul cartone della pizza

Posted in notizie by circospetto on 9 marzo 2008

Massimo Troisi e Totò sul cartone della pizza

Non senza una qualche emozione, sabato sera abbiamo portato a casa le pizze. Sui cartoni, infatti, erano ritratti Totò (1898-1967) e Massimo Troisi (1953-1994). Se trovare uno o più ritratti del primo nelle pizzerie è frequente, il secondo è una novità. E sul cartone della pizza, addirittura!

Uccellacci e uccelliniIl ritratto dei due attori è da attribuirsi, per il momento, ad ignoto autore contemporaneo. Le fonti iconografiche della composizione sembrano diverse. Il cappello di Totò, infatti, pare quello che l’artista portava negli anni Sessanta, il periodo dei film come Uccellacci e uccellini (1966), ma il volto è palesemente più giovane, più simile al Totò dei primi anni Cinquanta, momento del suo maggior successo popolare. Le fattezze rigide, quasi arcaiche della figura ne riflettono lo status ormai assunto di icona dell’immaginario, icona in bianco e nero che il pennello dell’artista ha fatto diventare a colori su richiesta, presumiamo, del committente.

Troisi, Comico per amoreIl volto di Massimo Troisi, invece, spicca, risalta, ha un chiaro valore tridimensionale, quasi a tutto tondo; l’attore è scomparso poco più di dieci anni fa, è più vicino a noi, e questo potrebbe spiegare lo squilibrio della composizione a sfavore, ad esempio, della camicia, le cui pieghe sono appena abbozzate dai tocchi del pennello. Il Vesuvio sullo sfondo, infatti, malgrado la lontananza è dipinto con più ricchezza di dettagli. L’immagine di partenza, in questo caso, è senza dubbio la copertina del volume Comico per amore. La favola bella e crudele di Massimo Troisi di Matilde Hochkofler (Marsilio 1996).

Si possono notare più dettagli nel lontano, “mitico” Vesuvio che negli abiti delle figure che lo incorniciano, nonché una curiosa incongruenza tra i bicchieri e le mani che li reggono, più “ideali” quelli, più realistiche queste (e la mano di Troisi pare quasi immergersi nel vetro); il lembo fumante di pizza che spunta dalla parte inferiore dell’immagine, inoltre, non è solo fortemente schiacciato da una prospettiva assente dal resto della composizione, ma è “ideale” quanto i bicchieri di birra: sappiamo tutti com’è fatta una pizza e dunque, perché mai pensare ai dettagli?

La forte schematicità della composizione, l’interessante squilibrio nella rappresentazione dei soggetti e le curiose relazioni tra gli elementi ci portano dunque a collocare l’ignoto pittore all’interno dell’arte naif, ovvero della produzione artistica di chi non ha frequentato l’accademia (ma potremmo sbagliarci). Nessuna indicazione, sul fondo della scatola, sull’identità dell’autore e neppure su quella del committente. Veniamo a sapere solo che il supporto dell’opera è un multistrato, ovviamente, di “carta alimentare, idoneo al contatto diretto con alimenti”. Il codice Comieco – Consorzio Nazionale Recupero e Riciclo degli Imballaggi a base Cellulosica – riportato dalla scatola ci induce a identificare il committente del doppio ritratto (magie della Rete!) nella Paper Mill di Seggiano di Pioltello:, nel cui repertorio iconografico disponibile al pubblico Totò ricorre più d’una volta, da solo e intento a sfornare la pizza o accanto ad Aldo Fabrizi. Insieme con putti, scugnizzi, fanciulle sorridenti e pizzaioli (e il Vesuvio!), soggetti raffigurati – a quanto sembra di capire – da mani diverse, forse di un’unica bottega?

Il catalogo Paper Mill

“Un buon imballaggio ed è già quasi arrivata”, ha pensato Marco Nervo, fondatore nel 1987 della PAPER MILL, a tutt’oggi una delle prime aziende nel settore.Il successo gli ha dato ragione; con il personale, 120 dipendenti altamente specializzati, impegnati sul territorio nazionale ed internazionale, con macchinari d’avanguardia, la PAPER MILL è in grado di produrre giornalmente 320.000 contenitori per pizza per più di 1000 clienti in tutta Europa: Belgio, Spagna, Grecia, Francia e Svizzera.

recita il sito dell’azienda. Proseguendo nella lettura, una nota spiega un piccolo mistero iconografico della composizione. In questo colorato trionfo d’allegra italianità, infatti, entrambe le figure ritratte reggono in mano un bicchiere di birra: “Dal 1995 la PAPER MILL ha una succursale anche in Germania per far fronte all’aumento delle commesse.”

Restava un un ultimo dilemma. Con che cuore si poteva gettare la confezione, una volta mangiata la pizza, su cui era impresso il doppio ritratto di artisti tanto cari e scomparsi? Ebbene, la soluzione è stata quella di ritagliare e conservare il coperchio. La prossima volta, chissà.

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